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Senza ombra di dubbio il raggiungimento di Donal Trump alla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America sta per “regalare” alle tribù statunitensi la speranza che vi sarà, durante la sua carica, una particolare predisposizione a concedere l’apertura di altri casino di las vegas, posto che lo stesso Trump ne ha posseduti diversi nel tempo, e forse ne possiede ancora. Quindi, sotto questo profilo, la sua nomina puo’ sembrare “buona e giusta” per il settore del gioco ed essere di auspicio per un suo coinvolgimento in relazione ai problemi tribali in generale.

Questa speranza è stata esternata dal Presidente tribale Mark Macarra della Pechanga Band of Luiseno indians, che possiede il Pechanga Resort and Casino vicino Temecula che ha anche ricordato quanto le tribù abbiano instaurato e consolidato un rapporto positivo ed intenso con l’amministrazione Obama e, di conseguenza, lo stesso Presidente ha la speranza che un ex proprietario di casinò possa essere una cosa positiva per la propria gente per le operazioni relative al gioco.

I buoni e proficui rapporti che le tribù statunitensi avevano con la Casa Bianca e Barak Obama potrebbero, di conseguenza, proseguire con questa nuova amministrazione entrante, poiché tutti lavorano per migliorare la istruzione, lo sviluppo, le infrastrutture e le opportunità per creare posti di lavoro in tutto il Paese indiano: essendo nello stesso tempo Donald Trump non certamente estraneo all’industria del gioco e dei casinò, possedendone ai tempi alcuni ad Atlantic City ed in Indiana successivamente chiusi per difficoltà finanziarie, si spera che lo stesso Trump sia “predisposto” verso questo settore e che con lui si possano intavolare trattative per concretizzare qualche progetto nel settore ludico.

Quando Trump agiva e si muoveva nell’industria dei casinò, ha avuto scontri con gli operatori dei casinò delle varie tribù e, precisamente negli anni ’90, questo perché aveva cercato di respingere la loro concorrenza che dava noia al suoi casinò di Atlantic City. Poi, successivamente, all’inizio dell’anno 2000, l’antagonismo di Trump è cambiato quando si è concretizzata una partnershp con il Twentynine Palms Band of Mission Indians per riabilitare il casinò Spotlight 29 a Coachella come Trump 29. Anche se questa partnership non ha avuto lunga vita e la tribù lo ha comperato per sei milioni di dollari.

Quello che si può dire è, senza dubbio ,che Donald Trump è una figura “alternativa” e “discutibile” così come tutta la sua campagna elettorale che non ha mai toccato il tema dei nuovi casino online con bonus: non ha esitato ad usare le maniere forti per portare avanti la sua candidatura e, quando per lui sembrava tutto perso, si è concretizzata come per incanto la sua vittoria che, probabilmente, ha spiazzato un po’ tutti. Ma il dato di fatto è che ora è il Presidente degli Stati Uniti d’America, quindi, uno degli uomini più potenti al mondo dal quale dipende a volte il destino di nazioni e persone. La speranza è che questo uomo possa anche andare incontro alle speranze, come detto, delle tribù americane che ripongono in lui le loro speranze di progredire.

Ovviamente il mondo del gioco, anche là come nel nostro Paese è portatore di tanto “giro di quattrini”, tanto lavoro, tante risorse impiegate. E quindi, per questo motivo, si spera che queste tribù possano trovare uno sbocco in questo settore che in America è avanzato, ma assai tutelato. La speranza è che Donald Trump dia impulso a questo mondo e, di conseguenza, tanto lavoro per giovani che vogliono cimentarsi proprio con questo mondo del gioco, così interessante, innovativo, professionale e così ricolmo di opportunità. Speriamo.